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Baby Touché fuori anche da Padova, il DASPO dopo l’aggressione in piscina

Alessandra Testori2 min di lettura

Baby Touché fuori anche da Padova, il DASPO dopo l’aggressione in piscina

Baby Touché fuori anche da Padova, il DASPO dopo l’aggressione in piscina

E con questa siamo a cinque città che non vogliono Touché tra i piedi 

Touché

Cacciato anche da Padova. Baby Touché ha collezionato la quinta città dove non può più entrare: dopo aver aggredito il gestore della piscina comunale di Monselice lo scorso 4 giugno si è guadagnato un bel DASPO da parte della questura di Padova.

#Boom! Touché si è schiantato in tangenziale a Padova (senza patente)

Il gestore della piscina aveva riportato contusioni multiple e Touché è stato denunciato per minacce e lesioni personali. Per lui e i suoi complici è scattata l’interdizione di tre anni per tutta la provincia di Padova: “provvedimento di divieto di accesso alle aree urbane, agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico intrattenimento dell’intera provincia di Padova”, si legge sul sito della questura, “del ‘D.A.Spo fuori contesto’ per 3 anni con divieto di accedere ed assistere a tutte le manifestazioni sportive sul territorio nazionale, nonché della misura di prevenzione personale del Foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Monselice per la durata di 4 anni”.

Una soluzione sensata, quella di bandirlo dall’intera provincia, considerando che Touché era già stato cacciato per quattro anni dal comune di Padova, Venezia, Vicenza e Ponte San Nicolò. Non solo, ma la causa per lesioni personali si somma ad altri reati contro la persona, la pubblica amministrazione e contro il patrimonio.

Una personalità instabile, la sua, che di certo non riceve giovamento dalle frequentazioni: tra i cinque partecipanti all’aggressione in piscina, infatti, proprio Touché forse è quello che si salva di più. Di età tra i 19 e i 23 anni, sono tutti già noti alle forze dell’ordine per reati minori. Ma uno, il più vecchio (27 anni), sembra anche peggio: furto, ricettazione, danneggiamento, lesioni, minacce, resistenza a Pubblico Ufficiale, evasione, maltrattamenti in famiglia oltre ad una condanna, quest’anno, a 5 anni di carcere per tentato omicidio e favoreggiamento personale.

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“I provvedimenti adottati”, evidenzia il questore Marco Odorisio nel documento, “rispondono alla duplice esigenza di ripristinare, da un lato, la legalità e la fruizione in serenità e sicurezza di tutti quei luoghi pubblici, prevenendo la possibilità che si verifichino situazioni di esposizione a rischio e criticità. Con l’allontanamento si cerca di rendere consapevoli i ragazzi della antisocialità e della gravità delle loro condotte, in un’ottica di responsabilizzazione degli stessi”.

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